Ho preso un animale per mio figlio…

Coniglio

Chi mi conosce bene sa quanto io sia attenta al significato e all’uso delle parole e proprio per questo quando sento frasi del genere il mio cuore perde un battito. E accade purtroppo, ancora troppo spesso.

Qualcuno potrebbe obiettare che è solo un modo di dire ma io credo invece fortemente che l’espressione rappresenti proprio ciò che si intende: “ho preso” e “per” danno intenzionalmente l’idea di un oggetto prelevato da qualche parte e portato in casa in funzione di uno o più bambini.

Spesso è addirittura un medico che dà questo consiglio alle famiglie con bambini considerati “problematici”.

Risultato? Coniglietti terrorizzati rincorsi, sollevati e strapazzati come peluche che si fratturano cadendo dalle braccia, criceti scuoiati vivi da bambini che se li contendono come nel tiro alla fune, pappagalli di pochi giorni gettati a terra come palle di gomma. Oppure animali riportati nei negozi dopo qualche settimana da genitori impreparati a gestire il minimo imprevisto, come una comune parassitosi.

Allora mi chiedo come tutto questo possa essere considerato d’aiuto ai bambini, come quel trattare gli animali alla stregua di oggetti possa essere utile alla loro evoluzione in adulti rispettosi e consapevoli, come possa la sofferenza acuta o cronica inflitta ad esseri che vengono presto reclusi e dimenticati in una gabbia insegnare l’amore per la diversità e la comprensione per la meraviglia della natura.

Non sarebbe meglio imparare a dire “ho scelto di adottare un animale e di farlo entrare a far parte della nostra famiglia”?

Commenti
  • greta cencetti
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    bellissimo, assolutamente condiviso da tutta una vita. Il mio coniglio ha adottato me e sono lusingata e felice e anche profondamente onorata di ricevere il suo affetto e la sua amicizia e faccio tutto il possibile per esserne all’altezza. Finché gli animali saranno considerati oggetti non ci sarà vera pace tra gli uomini, la violenza sugli animali è il seme dell’orrida pianta della violenza in assoluto. Grazie dottoressa Cinzia, bellissimo articolo.
    Greta

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